Tanti giovani all’estero e sempre più pensionati: l’ultimo Rapporto sul lavoro Censis-Ugl

A Roma la presentazione alla stampa dell'articolata ricerca: pochi i ragazzi soddisfatti del proprio impiego dopo anni di studio

Censis e Ugl hanno presentato a Roma l’ultimo Rapporto annuale sul lavoro in Italia. Uno studio che evidenzia come il mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro generi disoccupazione e precariato, nonché povertà e posizioni scoperte.

Penalizzati soprattutto i giovani, spesso volentieri costretti a emigrare per trovare condizioni lavorative decisamente migliori rispetto a quelle garantite nello Stivale (negli ultimi dieci anni oltre un milione di trasferimenti). Emblematico il fatto che tante imprese dichiarino di avere difficoltà a rispondere ai loro fabbisogni occupazionali.

Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i quindici e i trentaquattro anni risulterebbe essere al 14,4%, mentre quello giovanile in senso stretto, ovvero ragazzi tra i quindici e i ventiquattro anni, al 23,7. Il 39,3% dei giovani con un impiego svolgerebbe lavori non standard perché a termine o part-time, e in Italia il fenomeno dell’overeducation, vale a dire il mancato allineamento tra il livello di studi raggiunto e la professione svolta, riguarderebbe un lavoratore su quattro.

Al costante calo dei giovani si contrappone un elevato numero di pensionati, che nello Stivale sfiorerebbero quota quindici milioni. Tanti, infine, i ragazzi dediti a studiare: il 76,8% di quelli sotto i trentaquattro anni sarebbe almeno diplomato, il 28,3% addirittura laureato (venti anni fa si viaggiava intorno al 10,6%).

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