Televisione, cambiano le frequenze per le emittenti del digitale

In Nord Italia necessaria la risintonizzazione dei canali per non perdere la programmazione dei vari palinsesti: in Umbria si partirà a inizio maggio

Prosegue, per le emittenti televisive di tutta Italia, l’iter che porterà al nuovo digitale terrestre: in questi giorni le persone residenti nel Nord Italia dovranno risintonizzare i canali della propria tv per non perdere la programmazione dei vari palinsesti.

Secondo lo schema messo a punto dal Ministero dello Sviluppo economico, fino al 9 marzo saranno interessate dalla riorganizzazione delle frequenze la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lombardia (esclusa la provincia di Mantova), e le province di Piacenza, Trento e Bolzano.

Se dal 9 febbraio al 14 marzo toccherà, tra le altre, al Veneto e all’Emilia Romagna, dall’inizio di marzo alla fine di giugno sarà invece la volta del Centro e del Sud Italia. Proprio in quel periodo, esattamente da domenica 1 maggio, sarà interessata anche l’Umbria, insieme al Lazio, alla Toscana, alla Liguria e alla Campania.

Da ricordare come, in tutta la Penisola, la riorganizzazione delle frequenze sia già stata avviata in Sardegna a metà novembre. A partire dall’8 marzo, invece, le emittenti televisive nazionali provvederanno a dismettere la codifica di trasmissione mpeg-2 attivando la codifica mpeg-4 sullo standard tecnologico Dvbt, che consentirà di vedere i programmi in alta qualità solo a chi sarà in possesso di un televisore in grado di supportare tale tecnologia.

Con il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre miglioreranno di molto le immagini, e inoltre si riceveranno più canali rispetto al passato. Il processo in questione è stato determinato dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata nello Stivale, soprattutto dalle tv locali, per far spazio alla rete 5G per gli operatori di telefonia.

Per scoprire se il proprio schermo sia compatibile con il nuovo standard occorre sintonizzarsi sui due canali test 100 e 200: solo in quel modo ci si accerterà del fatto che il modello di tv in casa sia abilitato alla ricezione. Coloro i quali dovranno cambiare il televisore o acquistare il decoder potranno continuare a richiedere i bonus messi a disposizione dal Mise, le cui risorse sono state ulteriormente rifinanziate con sessantotto milioni di euro nella legge di bilancio 2022.

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