Teatro dell’Opera di Roma, il 2018-2019 si apre nel ricordo di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini

Una partenza convincente quella preparata dal Costanzi: la stagione si prospetta invitante anche per quanto riguarda il Balletto, con Eleonora Abbagnato chiamata a stilare un calendario in cui spicca "Il lago dei cigni" di Čajkovskij

L’apertura affidata al “Rigoletto” di Giuseppe Verdi che viene poi rievocato poche settimane dopo con “La Traviata”, senza dimenticare la “Tosca” di Giacomo Puccini e “Anna Bolena” di Gaetano Donizetti. Una partenza convincente quella preparata dal Teatro dell’Opera di Roma per il 2018-2019, stagione che si prospetta come al solito invitante anche per quanto riguarda il Balletto, con Eleonora Abbagnato chiamata a stilare un calendario in cui spicca “Il lago dei cigni” di Čajkovskij (la prima rappresentazione ci sarà il 28 dicembre).

In quanto alle produzioni operistiche, va segnalato il debutto di “Orfeo ed Euridice” in data 15 marzo, mese in cui i riflettori si accenderanno pure su “Serata Philip Glass”. “La vedova allegra”, “L’angelo di fuoco”, “La cenerentola” e “Don Giovanni” caratterizzano la galoppata finale che culmina con “Idomeneo, re di Creta” (sempre frutto del genio di Wolfgang Amadeus Mozart) e “Un romano a Marte” di Vittorio Montalti. Direttore d’orchestra, il Maestro John Axelrod.

Un luogo pieno di storia e che ha fatto la storia. Una realtà ancora preziosa e importante, in crescita, almeno secondo i numeri, e intenzionata a guardare al domani con fiducia, puntando a radunare spettatori di ogni età mescolando puntualmente le carte. Il Teatro dell’Opera di Roma non si pone limiti.

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