8 marzo di proteste a Roma. Altro che mimose, le donne vogliono uguali diritti

Stop di 24 h a metro, bus e tram. Sit in e cortei per tutto il girno

Discriminate sul lavoro, costrette ad accettare salari e pensioni più basse, spesso vittime di violenza domestica se non di femminicidio. Le donne ormai non si accontentano di un mazzo di mimose e quest’anno hanno indetto uno sciopero generale. A Roma allo stop di 24 ore hanno aderito il settore dei trasporti, quello della sanità e della scuola. A piazza Venezia hanno organizzato un sit in le educatrici degli asili nido.

Cosa succederebbe se di colpo tutte le donne si fermassero? Se lo sono chiesto le organizzatrici dello sciopero che hanno aderito all’iniziativa partita dal movimento argentino, ni una menos, che ha dato un nuovo volto alla festa delle donne.
E che ci sia bisogno di un cambio di passo, è evidente guardando i numeri. Basti pensare che secondo un dossier della Uil Lazio, continuando così, nella regione la parità sarebbe raggiungibile solo in 200 anni. Un’eternità per le donne italiane che vorrebbero finalmente vedere rispettato il proprio diritto all’eguaglianza.

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