Musica tradizionale azerbaigiana: masterclass a Roma

Evento organizzato dall'Ambasciata della Repubblica dell'Azerbaigian: riflettori accesi su Sahib Pashazade, talentuoso musicista classe '80

Un’occasione unica per scoprire aneddoti e curiosità dal punto di vista culturale nonché storico. Alla vigilia dello spettacolo “Khari Bulbul”, in programma al teatro Sala Umberto di Roma, proprio nella Capitale si è tenuta una masterclass legata alla musica tradizionale azerbaigiana.

Un evento mai organizzato in Italia prima d’ora, reso possibile dall’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian e dal Centro culturale azerbaigiano, e ideato in seguito all’arrivo nella Penisola di Sahib Pashazade, un autentico virtuoso del tar, in pratica un liuto a collo lungo.

Durante la serata c’è stata la possibilità di assistere a diverse esecuzioni di Pashazade e dei suoi musicisti, pronti a far ascoltare brani eseguiti non solo attraverso il tar, ma anche tramite il kamancha e il quavag, rispettivamente un violino a quattro corde e una sorta di percussione. Ampio spazio ovviamente al mugham, antico genere basato sull’improvvisazione e capace di inglobare melodie, ritmi e tecniche di matrice popolare.

Pashazade, nonostante la giovane età, può essere ritenuto uno dei principali interpreti del mugham azerbaigiano. Attraverso un elevato numero di concerti tenuti in passato in varie parti del mondo, in veste solista oppure in collaborazione con altri colleghi di caratura internazionale, l’artista classe 1980 è riuscito a far conoscere a tantissime persone una forma musicale tradizionale da circa vent’anni inclusa nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco.

Organizzando la masterclass, l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian ha permesso ai presenti di visitare alcune sale del nuovo edificio, situato in via Giovanni Battista De Rossi, oltre a quel Centro culturale azerbaigiano ricco di opere d’arte (all’interno della biblioteca al primo piano anche un’esposizione temporanea intitolata “Il mio Azerbaigian”). Collocati, a ridosso dell’entrata, una serie di scatti realizzati da Fabrizio Conti a Shusha, dove è in corso una delicata fase di ricostruzione in seguito ai bombardamenti avvenuti negli ultimi anni.

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