La regione Lazio è la prima a sistemare gli accertamenti sugli omicidi stradali

Fatta eseguire la legge approvata il 23 marzo 2016

Bere o guidare, vivere o morire. Condurre un’automobile, non è uno scherzo. Se una persona si mette alla guida dopo che ha bevuto non solo rischia di mettere a repentaglio la propria vita, ma fa correre un rischio anche agli eventuali passeggeri, e a tutte quelle persone che incontrerà nel tragitto. La legge approvata lo scorso 23 marzo è molto chiara: “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da 2 a 7 anni”. Caso più grave se il conducente è sotto l’effetto dell’alcol e uccide una persona rischia fino a 10 anni di reclusione, che diventano 12 se si trova sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La regione Lazio è la prima in Italia ad aver approvato il Protocollo sui prelievi e accertamenti necessari in questi casi. Gli accertamenti non invasivi verranno effettuati sul luogo dell’incidente, e se il conducente dovesse rifiutarsi, la legge impone che sia accompagnato dagli agenti presso il presidio ospedaliero più vicino. La regione ha costituito un sistema composto su due livelli. Il primo prevede che i test di screening vengano effettuati nei laboratori della Procura territoriale competente o di centri Ospadalieri dotati di pronto Soccorso. Queste strutture sono fornite di locali idonei ad assicurare la presenza di testiomoni, per una questione di trasparenza. Il secondo livello prevede i test di conferma, presso i laboratori di analisi, all’interno dei quali viene attuata la spettrometria di massa con metodica cromatografica. Dunque si tratta di una procedura condivisa tra i vari soggetti delle istituzuini coinvolte. Pare scontato, ma se ci si mette alla guida, l’alcol e la droga vanno evitate

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