Morte di Gaia e Camilla, disposta una maxi consulenza per comprendere le dinamiche dell’incidente

Mentre le indagini proseguono, gli investigatori vogliono capire quanto andasse veloce l'auto guidata da Pietro Genovese: incarico affidato all'ingegnere Mario Scipione

Capire a che velocità andasse Pietro Genovese poco prima di travolgere Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli: questo l’obiettivo della Procura di Roma che indaga sul terribile incidente avvenuto lungo Corso Francia la notte del 21 dicembre e che comportò il decesso delle 2 minorenni.

Mentre le indagini proseguono, gli investigatori vogliono far luce proprio sull’aspetto della velocità del mezzo guidato dal 20enne, elemento piuttosto importante nell’ambito delle ricerche. Da qui la decisione di affidarsi all’ingegnere Mario Scipione per una consulenza tanto urgente quanto delicata: a lui anche il compito di individuare il punto preciso in cui Gaia e Camilla persero la vita.

Gli inquirenti hanno bisogno di sapere se la coppia attraversò la strada sulle strisce pedonali oppure no. Disposti pure accertamenti sul funzionamento dei semafori che si trovano lungo il viale. In merito ai km orari, la sensazione è che il suv corresse parecchio: lo dimostra il fatto che le 2 ragazze morirono sul colpo dopo essere state catapultate in aria.

A quanto pare le verifiche dovranno terminare entro il 7 marzo e le parti potranno nominare dei periti da affiancare a Scipione. Nel frattempo Genovese rimane agli arresti domiciliari con l’accusa di duplice omicidio stradale. I suoi legali rinunciano all’udienza davanti ai giudici del Tribunale del Riesame evitando di chiedere l’annullamento della misura cautelare.

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