Fabio Gaudenzi resta in carcere

In regime di isolamento, viene descritto come un uomo impaurito

Vuole parlare, confessare ciò che sa sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, ex capo ultras biancoceleste ucciso con metodi mafiosi (un colpo secco alla testa) lo scorso 7 agosto. Vuole parlare anche del presunto gruppo I fascisti di roma Nord, di cui farebbero parte anche quello che viene considerato il suo ex capo Massimo Carminati e Maurizio Boccacci, esponente come Gaudenzi del mondo ultras della Roma che però hanno entrambi preso le distanze e sconfessato le sue parole, alquanto deliranti.
Ma non del tutto deliranti, forse, o almeno questo è quello che sperano di sentire i pm Nadia Plastina e Giovanni Musarò, con cui IL Rommel come si fa chiamare Gaudenzi ha avuto un incontro ieri nel carcere di Rebibbia dove è detenuto in stato di isolamento, per la sua incolumità visti i nomi e le rivelazioni fatte nei due video postati su youtube giorni fa.
Prima di parlare vuole infatti avere garanzie di essere protetto, cosa confermata anche dalla scelta di un nuovo avvocato al posto di Veronica Paturzo, uno molto più noto e di esperienza come l’82enne Marcello Petrelli, già difensore di uno degli imputati di Mafia Capitale. Altro legame, altra coincidenza che fa sorgere qualche dubbio. Saprà davvero chi è il mandante dell’omicidio di Piscitelli? Saranno vere le rivelazioni fatte su Carminati, la Mafia quella vera, e sui fascisti di Roma Nord?

E tra le piste legate ai calabresi e all’ Ndrangheta, alla batteria degli albanesi al cui comando ci sarebbe stato proprio Diabolik, quel che è certo è che Gaudenzi viene descritto come un uomo impaurito. Che però sta facendo tremare un mondo di mezzo dove le piste sono molte e le connessioni anche troppe.

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