Urbanistica, aumentano le perplessità tra i grillini: in bilico il futuro dello stadio della Roma

Tutt'altro che confortante il parere espresso dal pool di avvocati amministrativi dello studio Ad Low, a cui si sarebbe rivolta l'ala pentastellata della Regione per avere un quadro più completo riguardo la fattibilità del progetto

Una procedura che rischia di arenarsi una volta per tutte. La realizzazione del nuovo stadio della Roma appare sempre più improbabile. A darne conferma l’esito del parere espresso dal pool di avvocati amministrativi dello studio Ad Low, a cui si sarebbe rivolta l’ala pentastellata della Regione per avere un quadro più completo riguardo la fattibilità del progetto. Secondo voci di corridoio, il documento girato ai consiglieri comunali grillini incaricati di votare l’eventuale variante metterebbe in luce tante anomalie già denunciate in tempi non sospetti.

Dall’alta probabilità che le infrastrutture a servizio dell’impianto vengano finanziate dalla collettività al problema legato alla circolazione, una criticità paventata alcuni mesi fa dal Politecnico di Torino dopo richiesta di verifiche da parte di Virginia Raggi: questi solo alcuni degli aspetti che potrebbero indurre a troncare l’iter.

Sulla base di certi elementi, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle potrebbero dunque bocciare il progetto. A maggior ragione se si considera il fatto che con un secco “no” non rischierebbero obblighi di risarcimento così come rimborsi per gli oneri di progettazione. Questo perché i proponenti dovrebbero presentare un piano in grado di inserirsi nel tessuto urbano migliorandolo.

Se per i vertici dell’AS Roma lo stadio sarebbe un diritto acquisito, l’ultimo parere formulato da un team di legali smonterebbe una teoria del genere. Del resto i privati si troverebbero tra le mani solo un verbale della conferenza dei servizi comunque non vincolante per il Consiglio. E lo stesso interesse pubblico, conferito nel 2017 dal Campidoglio, avrebbe una natura meramente preliminare.

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