“Il Potere della Generazione L”: quando a comandare sono i cinquantenni

Il divario generazionale è anche (e soprattutto) un divario di potere. Un libro spiega perchè

Quante volte abbiamo dato a qualcuno del vecchio o ci siamo sentiti dire da qualcuno che eravamo solo dei ragazzini? Il tempo passa, e ognuno di noi attraversa tutte le fasi generazionali, ma, da un analisi fatta da Francesco Florenzano, Presidente dell’Upter, Università popolare di Roma, sembrerebbe però che una sola generazione resti sempre saldamente al comando.

Si chiama “Il potere della generazione L”, quella dei cinquantenni, che gattopardescamente mantengono ruoli di potere abbandonati dalle generazioni più anziane e non ancora occupati dalle generazioni più giovani.

Il libro è stato presentato in forma di dialogo insieme a Giorgio Benvenuto, storico sindacalista e politico italiano, che sottolinea la sottigliezza di questa analisi storica, un vero e proprio atto d’accusa contro le generazioni dei cinquantenni, capaci di mettere in atto una strategia che ha portato all’ isolamento dei più anziani (nella politica attraverso la loro criminalizzazione) e alla “precarizzazione” dei giovani (che siano della generazione X, Millennials o alpha), per i quali Instagram funziona come il sogno d’america di un tempo: opportunità di ottenere tutto e subito.
La soluzione a questo sbilanciamento nel potere? Che nonni e nipoti si uniscano per surclassare i padri.

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