Comunali, sconfitti e indecisi su chi appoggiare

Meloni, Marchini e Fassina studiano la situazione in vista del ballottaggio

Sul podio, ma esclusa dal ballottaggio. Giorgia Meloni non riesce nell’impresa di scavalcare Roberto Giachetti per sfidare Virginia Raggi tra poco meno di due settimane. Eppure c’è stato un momento in cui le proiezioni la davano avanti rispetto al vincitore delle primarie del PD. Alla fine l’ha spuntata il candidato per il centrosinistra, in grado di staccarla sulla lunga distanza anche se non di molto.

Un grosso divario quello che si è invece andato a creare tra la stessa Meloni e Alfio Marchini, forse il più deluso dai risultati. L’imprenditore romano vede svanire il sogno di insediarsi in Campidoglio. Un obiettivo forse troppo grande per Marchini, mai in vetta ai sondaggi nonostante l’ottimismo e l’entusiasmo ostentato nel corso della sua campagna elettorale. A pesare, indubbiamente, anche l’improbabile legame con il centrodestra, un punto di non ritorno che certo non ha giovato a Marchini in termini di preferenze.

“Non siamo riusciti a spiegare fino in fondo il nostro profilo civico”, questo il commento di chi pensa che gli elettori non abbiano compreso a fondo l’alleanza con i partiti. Diversi i commenti ironici su Twitter, postati anche da personaggi noti.

Tra i cinque candidati più quotati per la corsa al Campidoglio, Stefano Fassina non ha ribaltato i pronostici. Al di là del suo quinto posto con il 4,47%, ci si domanda chi deciderà di appoggiare tra la Raggi e Giachetti. Per il momento Fassina non vuole pensarci, ma promette d’incontrarsi presto con gli altri candidati per valutare con attenzione. Dubbi anche su ciò che faranno la Meloni e Marchini. Se la prima ammise in tempi non sospetti di essere pronta ad appoggiare la grillina, Marchini prende tempo per riflettere come Fassina.

Dei restanti otto candidati a sindaco, c’è da registrare l’1,1% di Simone Di Stefano di Casapound, un gradino sotto Fassina. A seguire Alessandro Mustillo, sostenuto dalla lista Partito Comunista, Dario Di Francesco e Mario Adinolfi, presentatosi con Il Popolo della Famiglia ma capace di totalizzare solo lo 0,6%. A chiudere Alfredo Iorio, Carlo Rienzi di Codacons per Roma e Fabrizio Verduchi di Italia Cristiana, ultimo insieme a Michel Emi Maritato di Assotutela.

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