Roma. Prove di partito per il dopo Raggi

A una anno e mezzo dalle elezioni amministrative i partiti scaldano i motori

Mancano ancora un anno e mezzo e il nome dei candidati, ma questo non impedisce ai partiti di preparare il terreno per l’elezione del prossimo sindaco di Roma. A invocare il ritorno alle urne come una panacea è soprattutto Matteo Salvini che già nel 2019 ha inaugurato un tour nelle periferie della capitale. L’obiettivo è di denunciare le mancanze dell’amministrazione pentastellata ma anche prendere confidenza con un elettorato nuovo. Infatti sebbene la Lega voli nei sondaggi, le elezioni amministrative si giocano sui nomi e il Carroccio al momento non può contare su alcun cognome pesante in città. Vola nei sondaggi Giorgia Meloni che però non ha ancora dato la sua disponibilità a riprovarci, nel 2016 si fermò al primo turno. Si prepara alla lunga rincorsa elettorale anche il Pd che, nonostante il ruolo di alleato di governo del M5s, non rinuncia a fare opposizione dura a palazzo Senatorio, ma anche in questo caso un nome forte, capace di colmare il divario disegnato dai sondaggi e di far dimenticare il pasticciaccio brutto delle dimissioni di Ignazio Marino, ancora non c’è. Un anno e mezzo è un periodo abbastanza lungo per permettere anche ai grillini, bocciati in tutti i sondaggi dai romani per la gestione della città, di sognare la rimonta. Se i servizi che più scontentano chi vive quotidianamente la città sono i trasporti e la raccolta dell’immondizia, non è impossibile che proprio il miglioramento di questi settori possa permettere ai pentastellati di presentarsi alla fine della consiliatura con un saldo positivo. Sul tappeto ci sono il prolungamento della linea C fino a piazzale Clodio o addirittura fino a Saxa Rubra e la creazione della nuova discarica di Monte Carnevale che potrebbe migliorare sensibilmente l’emergenza spazzatura in città. E nel Movimento 5 stelle non si esclude un Raggi bis.

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