Traffico di anabolizzanti in Umbria: guadagni fino a quarantamila euro al mese

Proseguono le indagini da parte degli inquirenti: a gennaio circa diecimila euro di prodotti consegnati a Corciano

Continuano a emergere nuovi dettagli nell’ambito dell’inchiesta legata al maxi traffico di anabolizzanti in varie palestre italiane. Gli inquirenti avrebbero scoperto una chat Telegram pubblica, ribattezzata “Anabol Italia”, contenente diverse foto di prodotti da piazzare sul mercato.

A quanto pare, in uno scambio di messaggi con un fornitore, il quarantatreenne eugubino fermato dalle autorità si sarebbe vantato di arrivare a guadagnare fino a quarantamila euro al mese. Insomma, cifre importanti capaci di far comprendere l’elevato giro economico messo in piedi da chi è poi finito nel mirino della Procura.

Secondo le ultime indiscrezioni, circa cinquecento persone rischierebbero di dover rispondere di ricettazione. Un numero che potrebbe addirittura aumentare, poiché sarebbe stata ritrovata soltanto una delle carte prepagate utilizzate dall’ex body builder umbro per ricevere i pagamenti.

Come riportato da chi sta conducendo le indagini, nell’estate del 2021 il soggetto in questione avrebbe scritto a un’altra persona le cifre approssimative dei propri guadagni. Riuscendo a portare a casa ogni mese grandi quantitativi di denaro, lo stesso aveva pensato bene di coinvolgere anche i genitori e la moglie per l’approvvigionamento, il confezionamento e la consegna delle sostanze.

Nel gennaio di quest’anno due ex atleti di Corciano, operatori della sicurezza e attualmente indagati, avrebbero ricevuto circa diecimila euro di materiale. L’inchiesta, nel frattempo, va avanti e la questione appare sempre più complessa.

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