Pesca in Italia: dall’ultima ricerca dell’Ugl poca conoscenza del settore

Presentato a Roma il rapporto curato dall'Istituto demoscopico Lab21.01: le persone residenti nello Stivale preoccupate dalle tematiche ambientali

Un’informazione generale abbastanza approssimativa, una certa preoccupazione per tematiche ambientali: questi alcuni degli elementi che caratterizzano l’ultima ricerca promossa da Ugl Agroalimentare e presentata al Montecitorio Meeting Centre di Roma. All’interno del dossier il risultato di oltre mille interviste realizzate tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre dall’Istituto demoscopico Lab21.01.

Dati alla mano, soltanto due italiani su dieci conoscerebbero l’Agenzia europea per il controllo della pesca, mentre appena il 30,1% avrebbe contezza della stagionalità del prodotto ittico acquistato. Le persone residenti nello Stivale si fiderebbero però della pesca praticata a livello locale, emblema di sostenibilità e salubrità.

Per quanto ci sia consapevolezza in merito agli strumenti idonei per la salvaguardia dell’habitat naturale e dei fondali marini, sembra evidente la necessità di informare meglio le persone a proposito dell’intero comparto. A destare maggiore timore questioni di tipo prettamente ambientale, come l’inquinamento dovuto ai pescherecci e l’eccessivo sfruttamento di alcune specie.

L’interesse della popolazione verso la pesca è tangibile, tuttavia mancano campagne adeguate per spiegare con chiarezza determinanti aspetti. Non a caso, il 14% dei soggetti intervistati non avrebbe ricevuto finora comunicazioni sufficienti sui prodotti provenienti dal mare.

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