Alluvione del 15 settembre: chiesto lo stato di emergenza per dodici comuni umbri

Inviata dalla Regione una relazione al Dipartimento di Protezione civile: priorità al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture

Stato di emergenza, per almeno sei mesi, in ben dodici comuni dell’Umbria: questa la richiesta della Regione in seguito all’alluvione dello scorso 15 settembre, capace di creare danni per oltre cinquanta milioni di euro. Il documento apposito, sotto forma di relazione, sarebbe stato inviato al Dipartimento di Protezione civile.

Quanto alle località individuate, la maggior parte sarebbero situate tra l’Alto Tevere e l’Alto Chiascio, incluse Città di Castello e Gubbio. Certificati i presupposti e le condizioni per avanzare la richiesta, per la giunta Tesei l’evento del 15 settembre risulterebbe di carattere sovraregionale, vista la vasta area colpita: gli effetti sul territorio sarebbero stati analoghi a quelli riscontrati nelle vicine Marche, profondamente segnate dall’elevata quantità di acqua caduta nel giro di poche ore.

A quanto pare, tra gli interventi più urgenti da effettuare ci sarebbero il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture delle reti strategiche, senza dimenticare l’attività di gestione dei rifiuti, così come delle macerie e del materiale vegetale e alluvionale prodotti dalle abbondanti precipitazioni. A detta della Regione, l’avvio di tali misure permetterebbe di garantire una continuità amministrativa nei comuni e nei territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea.

In merito alle spese da affrontare, ci sarebbero circa trentuno milioni di euro ancora da attuare, mentre quattro servirebbero per gli interventi non prioritari. Più di ottomila euro, invece, sarebbero destinati all’assistenza della popolazione.

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