“Arctic Tales”: a Roma gli scatti nordici di Valentina Tamborra

Mostra allestita negli spazi del Museo di Roma in Trastevere: apertura al pubblico fino al prossimo 4 settembre

Scatti suggestivi, scorci di ambienti gelidi e immensi, lontani migliaia di chilometri da un Paese come l’Italia. Ecco alcuni degli elementi più singolari ed emblematici che caratterizzano “Arctic Tales”, progetto curato dalla fotografa milanese Valentina Tamborra ed esposto fino al prossimo 4 settembre al Museo di Roma in Trastevere (i curatori sono Giuseppe Creti e Roberto Mutti).

Un allestimento piuttosto particolare, costituito da circa cinquanta immagini realizzate tra il 2018 e il 2019 sull’Artico e capaci di dare vita a due reportage distinti, vale a dire “Skrei – Il viaggio” e “Mi Tular – Io sono il confine”. Il risultato è di certo curioso e intrigante, perché se i contesti in cui si è mossa tempo addietro l’autrice delle foto sono già di per sé affascinanti, a dare qualcosa in più ai lavori selezionati sono una ricerca e uno stile non indifferenti.

Quanto a “Skrei – Il viaggio”, si tratta di un assemblaggio di scatti in cui l’obiettivo è quello di evidenziare il legame tra l’Italia e la Norvegia. Il titolo deriva da un’antica espressione vichinga, ovvero å skrida, che allude all’atto di viaggiare, migrare, muoversi avanti.

Nella parte iniziale ci sono immagini che rimandano alle visite effettuate dalla Tamborra all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma e della Nazionale Marciana di Venezia. È in questi luoghi che sono conservate le testimonianze dell’avventurosa navigazione di Pietro Querini avvenuta nel 1432: naufragato con la propria nave all’altezza delle Isole Lofoten, Querini venne soccorso dai pescatori della zona, pronti a spiegargli i metodi di conservazione del merluzzo.

“Mi Tular – Io sono il confine” permette invece di ammirare gli orizzonti e gli angoli magnifici delle Isole Svalbard, lembo di terra ghiacciata incastonato nel Mar Glaciale Artico. Tular, tra l’altro, riporta alla mente il mito dell’Ultima Thule, cioè l’ultima isola al di là del mondo conosciuto rievocata anche da Francesco Guccini nell’omonimo album del 2012.

Al pari di “Skrei – Il viaggio”, il materiale visibile è quanto mai ricco e variegato. Questo perché le ampie distese imbiancate si alternano in continuo con volti di esseri umani, immortalati nel proprio quotidiano, e con animali tipici dell’area.

“Arctic Tales” è promossa da Roma Culture, dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dalla Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, in collaborazione con Norwegian Seafood Council. Tra maggio e giugno si sono tenuti ben tre appuntamenti in sede con l’intento di far scoprire l’Artico dal punto di vista sociale, culturale e antropologico.

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