Tumore della vescica, la nuova strategia di cura

Il farmaco Avelumab sempre più impiegato dopo la chemioterapia: un aiuto importante per tutti i pazienti

Malattia non semplice da curare e di base più comune tra gli uomini, il tumore della vescica risulta essere una delle neoplasie maggiormente diffuse in Italia, con un aumento consistente dei casi nel Lazio. Oggi, chi ne è affetto e si trova nello stadio avanzato può contare su una nuova strategia di cura.

In passato si ricorreva alla chemioterapia, seguita da un periodo di osservazione. Tuttavia un approccio simile, di certo tradizionale, sta cambiando: coloro che hanno un beneficio dalla chemio possono infatti stabilizzarlo con un trattamento di mantenimento a base di Avelumab, principio attivo rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Un anticorpo monoclonale del genere, capace di spingere il sistema immunitario dei pazienti a riconoscere e ad attaccare le cellule malate, ha consentito una svolta nella pratica clinica. Di fatto si riesce a controllare la malattia, migliorare la qualità della vita e, soprattutto, aumentare la sopravvivenza dei pazienti.

La possibilità di impiego di Avelumab conferma il ruolo importante dell’immunoterapia per combattere il tumore della vescica, la cui insorgenza, è bene ricordarlo, risulta favorita da una predisposizione genetica. A incidere, inoltre, il fumo e l’alimentazione sballata, soprattutto se ricca di grassi.

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