Lavoro, in Umbria i giovani guadagnano sempre di meno

Poco confortanti i dati contenuti nell'ultimo studio dell'Agenzia Umbria Ricerche: non si arresta l'impoverimento demografico, con sempre più ragazzi pronti a trasferirsi

Stipendi piuttosto bassi e condizioni di lavoro tutt’altro che vantaggiose. Secondo uno studio condotto dall’Agenzia Umbria Ricerche, intitolato “Poveri giovani”, i lavoratori della Regione sotto i trentacinque anni guadagnerebbero meno dei ragazzi residenti in altre parti d’Italia, i cui ricavi mensili sarebbero addirittura minori di quelli dei loro predecessori.

Insomma, con redditi più inferiori e meno possibilità di assunzione, i giovani umbri si collocherebbero in una posizione di svantaggio rispetto ai loro coetanei italiani. Dati alla mano, nel 2020 in Italia la quota dei lavoratori under 35 si attestava intorno al 24%, mentre in Umbria era al 21,5%.

A quanto pare, la pandemia non avrebbe giovato al mercato del lavoro, dove sarebbero stati penalizzati soprattutto i ragazzi (certificato un grosso calo in Umbria rispetto alla media nazionale). Sempre nel 2020 ci sarebbe stato anche un passo indietro in tema di retribuzione, mentre fino a un anno prima il dato tendeva a salire.

Guardando sempre i numeri, il reddito lordo annuo dei giovani lavoratori dell’Umbria sarebbe di poco superiore ai tredicimila euro, inferiore del 5,8% rispetto al resto d’Italia. Quanto ai dipendenti privati, ci sarebbe addirittura un divario del 14,4% in rapporto alle Regioni centro-settentrionali.

Uno scenario dunque non proprio confortante, diretta conseguenza del progressivo impoverimento demografico a cui si continua ad assistere: negli ultimi dieci anni, infatti, oltre cinquemila umbri, tra i diciotto e i trentanove, si sarebbero trasferiti altrove in cerca di migliori prospettive.

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