Scuola, in Umbria stop alle lezioni in classe fino al 14 febbraio

Il provvedimento riguarda elementari, medie e superiori di Perugia di altri Comuni della Regione: situazione diversificata nel resto d'Italia

Sospensione immediata delle lezioni in presenza nelle scuole elementari, medie e superiori di Perugia e di altri Comuni umbri fino al 14 febbraio. La decisione è stata presa in seguito agli incontri con i vertici della Regione presso la sede di Anci Umbria, durante i quali è stato richiesto un intervento da parte di quelle località particolarmente interessate dalla diffusione dei casi.

Nel resto d’Italia la situazione appare piuttosto diversificata: in Campania, a Napoli in primis, alcuni istituti sono tornati ad accogliere gli studenti, mentre in Puglia continua a destare polemiche l’ordinanza di Michele Emiliano in base alla quale, fino al 6 febbraio, gli alunni delle superiori potranno seguire in presenza, entro il limite del 50% per ogni aula, oppure proseguire con la didattica integrata digitale.

Secondo la Uil, solo il 25% degli studenti dei licei e degli istituti della Regione avrebbe deciso di optare per le lezioni in presenza. Lucia Azzolina, dal canto suo, sostiene che in queste settimane, laddove si è deciso di riaprire, i contagi sono rimasti stabili. L’associazione Unsic, invece, afferma il contrario: a quanto pare, infatti, i casi sarebbero aumentati proprio dove si è verificata la riapertura delle scuole.

Non cessa infine la polemica sui cosiddetti banchi con le rotelle. A tal proposito, Giorgia Meloni dichiara: «Il terribile duo Azzolina-Arcuri si conferma campione di spreco e incapacità. In Veneto i presidi degli istituiti scolastici hanno deciso di non utilizzare i banchi a rotelle perché c’è il rischio che non siano adatti per i ragazzi soprattutto nella fase di crescita».

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