Scuola, gli studenti delle superiori chiedono di rientrare in classe

Per oltre 3.600.000 alunni permane la didattica a distanza: a casa ancora il 43% dei ragazzi

Le scuole italiane riaprono anche se, per quanto riguarda le secondarie, il via libera arriva solo per la Valle d’Aosta, la Toscana e l’Abruzzo. Così, in diverse parti del Paese, gli studenti che non si rassegnano a restare fuori, puntando invece a tornare in classe, invitano a organizzare uno sciopero.

In tal senso, Priorità alla Scuola, il comitato che raggruppa ragazzi, genitori e docenti non propensi alla didattica a distanza, torna a mobilitarsi e chiede vaccini immediati per i professori, oltre allo screening sanitario da garantire a tutta la comunità scolastica.

I ragazzi degli istituti superiori, tra i più penalizzati dalla pandemia, non ne possono più dei rinvii. Per questo, almeno nelle maggiori città d’Italia, scelgono di disertare le lezioni in dad, invitando gli altri ad unirsi alla protesta.

Intanto Lucia Azzolina alza la voce contro le molte Regioni che, a quanto pare, si sarebbero sfilate dall’accordo per la riapertura dopo che il Governo ha fatto la sua parte. «Devono spiegarmi perché – dichiara il Ministro dell’Istruzione – dove è quasi tutto aperto, gli studenti al pomeriggio possono andare a prendere l’aperitivo, mentre non possono andare in classe con la mascherina».

«Se solo in 3 Regioni i ragazzi e le ragazze delle superiori tornano a scuola, questa è una sconfitta della politica e delle Istituzioni», afferma Nicola Fratoianni, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera.

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