Emergenza sanitaria, nel nuovo Dpcm stretta sulla movida: musei aperti nelle zone gialle

Gli spazi espositivi tornerebbero ad accogliere i visitatori soltanto nei territori con un Rt davvero basso: concreta l'ipotesi di confermare il divieto a raggiungere altre Regioni

Il Governo prepara il prossimo Dpcm e, a quanto pare, sono previste diverse limitazioni, tra cui una stretta importante sulla movida, al fine di evitare assembramenti e feste illegali. Possibili, inoltre, il divieto d’asporto dai bar a partire dalle 18.00 e lo stop agli spostamenti tra Regioni anche, anche in quelle in zona gialla.

Voci di corridoio parlano della possibilità di riaprire i musei, ma soltanto nei territori con un Rt davvero basso. Tutto è comunque da vedere. Abbastanza concreta l’ipotesi di confermare il divieto a raggiungere altre Regioni, a meno che non vi siano comprovate urgenze.

Al momento si starebbe anche pensando di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso in cui si superasse il limite dei 250 contagiati per 100.000 abitanti: una raccomandazione, consigliata dagli scienziati, che tuttavia non è chiaro se verrà presa in considerazione.

Da questo punto di vista, l’intenzione di Palazzo Chigi sarebbe quella di tenere conto delle recenti valutazioni fatte dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato Tecnico Scientifico: in base ai dati attuali, procedendo in tale direzione il Veneto entrerebbe in zona rossa con l’Emilia-Romagna che rimarrebbe fuori per poco.

In linea generale, si punta a stringere le maglie evitando così la temuta 3^ ondata. Da qui la probabilità che nel nuovo Dpcm non dovrebbe cambiare la norma dove viene data la possibilità di andare a trovare amici o parenti una sola volta al giorno e per un massimo di 2 persone. Resteranno ancora chiuse le palestre e le piscine, così come i teatri e i cinema.

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