Sanità, l’appello del Cimo: in Umbria mancano più di 300 medici

La vice segretaria, Cristina Cenci, chiede di pianificare insieme il futuro: il rischio è di erogare un servizio non all'altezza

«In Umbria mancano oltre 330 medici, di cui 60 primari. Serve una riorganizzazione del sistema sanitario regionale che deve partire dal capitale umano», a dirlo è la vice segretaria di Cimo Umbria, Cristina Cenci.

Di fatto, negli ultimi mesi gli operatori sanitari hanno compiuto tanti sacrifici, nonostante l’emergenza sia stata affrontata al di sopra delle concrete possibilità. Ciò, secondo Cenci, è stato dovuto proprio al numero non adeguato di medici.

Il rischio, da qui in avanti, è quello di erogare un servizio di pessima qualità. E il personale sanitario locale non vuole che le cose vadano in tale direzione. Perché da più parti arrivano gridi di allarme. A Foligno, ad esempio, i 24 posti letto Covid disponibili sono stati gestiti in aggiunta ai 36 di degenza ordinaria dallo stesso organico della Medicina.

Alla luce della situazione attuale, si chiede al direttore Claudio Dario di passare dalle parole ai fatti: se veramente il sistema sanitario regionale si fonda sul suo personale, la riorganizzazione parte proprio da lì.

Dal Cimo l’appello affinché il futuro venga pianificato tramite una collaborazione. Importante, per Cenci, non subire riorganizzazioni dall’alto destinate ad accontentare la parte elettorale.

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