Pensionati, per il 2021 i sindacati dell’Umbria puntano a un nuovo welfare

Conferenza di fine anno organizzata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: in tutta la Regione quasi 173.000 over 70
Una donna raccoglie avanzi di frutta e verdura a Roma nel mercato rionale di Val Melaina .ANSA/MASSIMO PERCOSSI

«L’Umbria è una Regione sempre più anziana, ma questo non deve necessariamente essere letto come un fatto negativo», così, nel corso della conferenza stampa di fine anno, i sindacati dei pensionati dell’Umbria, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, organizzazioni che insieme contano circa 130.000 iscritti su tutto il territorio e che ora chiedono un nuovo modello di welfare.

«In Umbria – fanno sapere i sindacalisti – gli over 70 sono quasi 173.000, in pratica l’intera popolazione di Perugia. Si tratta della 3^ Regione in Italia per età media più alta e la tendenza all’invecchiamento è in aumento, in particolare per quella fascia che va dagli 80 ai 90 anni».

A proposito delle persone anziane, chi rappresenta i pensionati ha lavorato con costanza nel corso del 2020: «Il nostro lavoro – fanno sapere – si è concentrato in particolare sul contrasto alla condizione di solitudine fortemente accentuata dalla pandemia. E, insieme alle nostre strutture di volontariato affiliate, abbiamo attivato una serie di servizi per cercare di alleviare il disagio».

Il 2021 è dietro l’angolo, e a partire da gennaio ci si augura un’annata all’insegna della discontinuità. Perché le risorse ci sono e la volontà è quella di creare un nuovo modello di welfare che, con la crescita della speranza di vita, offra agli anziani risposte differenziate in relazione alla loro condizione di salute.

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