Criminalità organizzata nell’industria: Terni il Comune con la maggiore permeabilità

Diffuso il report realizzato nel quadro del Protocollo d'intesa tra la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo ed Eurispes: Perugia al 92° posto

Un 1° posto di cui non andare per niente fieri. L’ultimo report a cura dell’Istituto di Studi politici, economici e sociali, realizzato nel quadro del Protocollo d’intesa tra la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo ed Eurispes, certifica come Terni sia al vertice della classifica italiana legata all’Indice di permeabilità alla criminalità organizzata nell’industria.

Nella stessa graduatoria, Perugia è 92^ (ultima Bolzano, dove tuttavia c’è molta permeabilità nel settore agricolo). In quanto a Terni, insieme a località come Lodi e Matera, il Comune umbro sarebbe uno dei più virtuosi tra quelli che, nel tempo, hanno visto diminuire il valore dell’indice preso a riferimento per lo studio in questione.

L’Ipco è stato ottenuto combinando ben 19 indicatori compositi. Stando a quanto emerge dal lavoro di ricerca effettuato, in Umbria non risulta esserci una situazione di particolare criticità, anche se la provincia più piccola appare il territorio maggiormente esposto ad infiltrazioni.

Nell’indicatore del ramo industriale, in cui Terni primeggia, vengono combinate numerose variabili come il tasso di crescita delle imprese nel settore, il rapporto tra lavoratori indipendenti e dipendenti nel settore, la dimensione media delle imprese e la proporzione di quelle in sofferenza.

A quanto pare, Terni stessa occupa altissime posizioni anche nella classifica dello stesso indice di permeabilità nei finanziamenti alle aziende: nel report risulta essere 2^ (davanti solo Chieti). Perugia si piazza al 56° posto.

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