Compravendita del Castello San Girolamo di Narni: assolti i 6 imputati

Per il Tribunale di Terni il fatto non sussiste: il gruppo era accusato di truffa
Tutti assolti dal Tribunale di Terni, in quanto il fatto non sussiste, i 6 imputati del processo relativo alle presunte irregolarità nella compravendita del castello di San Girolamo di Narni. Tra loro anche l’ex sindaco, Stefano Bigaroni, e l’ex direttore tecnico della Diocesi di Terni, Luca Galletti.
L’accusa contestata nei confronti di tutti e gli imputati era quella di truffa. L’indagine sulla compravendita risale al luglio 2013, quando vennero arrestati 3 soggetti, poi tornati liberi. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe avuto l’obiettivo di pervenire alla compravendita del castello formalmente da parte di un’immobiliare, ma in realtà con l’utilizzo indebito di denaro della Diocesi.
Il fascicolo – nel quale inizialmente era ipotizzata l’accusa di associazione a delinquere finalizzata ad una serie di reati – aveva coinvolto in un 1° momento anche l’allora vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, oggi presidente della Pontificia Accademia per la Vita, la cui posizione era stata poi però archiviata dal gip su richiesta della stessa Procura.
Sempre il pm, durante il processo, aveva chiesto l’assoluzione di Bigaroni e Almadori e la condanna a pene comprese tra un anno e un mese e 2 anni e 3 mesi per gli altri imputati. Già a novembre 2018 un’altra imputata, l’architetto del Comune di Narni Alessandra Trionfetti, era stata assolta con formula piena in abbreviato.
«Abbiamo accolto con soddisfazione la sentenza, in cui confidavamo perché c’erano tutte le condizioni giuridiche perché fosse emessa in tal senso e perché era rimesso ad un collegio autorevole, presieduto da un magistrato di provata capacità ed esperienza», afferma l’avvocato Manlio Morcella.
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