Spese per i tamponi a carico dei cittadini umbri: contrariata l’opposizione della Regione

I Consiglieri di minoranza nell'Assemblea Legislativa dell'Umbria non concordano: d'ora in avanti si dovranno sborsare mediamente 40 euro per un test antigenico rapido, senza contare il molecolare di conferma da effettuare in laboratorio

«Essere positivi al Covid in Umbria è una colpa. E costa anche un sacco di soldi», così i Consiglieri di minoranza nell’Assemblea Legislativa dell’Umbria (tra loro anche il dem Fabio Paparelli e il grillino Thomas De Luca). Ciò che l’opposizione non accetta è che, d’ora in avanti, le persone che andranno a contrarre il virus dovranno pagare per usufruire del test molecolare di conferma in un laboratorio privato.

In seguito a una delibera ad hoc, i pazienti residenti nella Regione dovranno sborsare mediamente 40 euro per un test antigenico rapido, senza contare il molecolare di conferma da effettuare nella stessa sede, con costi abbastanza elevati.

Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità, replica alla minoranza e afferma: «Chi ha iniziato un percorso diagnostico nelle strutture private, può concluderlo lì. Rimane ovviamente l’obbligo di segnalazione al sistema di sorveglianza e la possibilità di concludere il percorso nel pubblico. Nessuno vuole espellere nessuno dal sistema sanitario nazionale».

Per Coletto, quello assunto dall’opposizione è un atteggiamento prevenuto nei confronti di chi sta riuscendo a fronteggiare anche la nuova ondata di Covid nonostante quanto ereditato dalla precedente amministrazione.

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