Truffa all’Ospedale Veterinario di Perugia: nei guai una dipendente

Riscontrato il furto di circa 220.00 euro nel corso di 3 anni: scattato il sequestro di beni da parte della Guardia di Finanza

Circa 220.00 euro incassati in 3 anni, con l’appropriazione di somme derivanti dai pagamenti dei proprietari degli animali che si rivolgevano all’Ospedale Veterinario Universitario di Perugia per prestazioni differenti. Questo ciò che avrebbe commesso una dipendente della struttura, ora indagata per peculato: scattato a suo carico il sequestro di beni per 170.00 euro tra cui un immobile, un terreno, un’auto e diversi titoli obbligazionari.

A mettere in moto le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura, l’esposto inviato dal direttore del Dipartimento di Veterinaria dall’Ateneo umbro, che alle autorità denunciò il buco di oltre 200.000 euro emerso nell’ambito di alcune verifiche interne. Da qui le ripetute acquisizioni dei registri e di altra documentazione da parte dei finanzieri, pronti poi a riscontrare la mancanza dell’ingente somma nelle casse dell’Ospedale Veterinario, individuando la dipendente infedele.

A quanto pare, le prestazioni veterinarie venivano pagate prevalentemente in contanti dai clienti a seguito di regolare emissione di fattura, con gli incassi custoditi all’interno di una cassaforte, a cui la donna aveva accesso, versati periodicamente in banca. Sentita dal pm, la 50enne ha quindi ammesso le proprie responsabilità permettendo al magistrato di procedere con il sequestro dei beni.

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