Emergenza coronavirus: si va verso maggiori restrizioni in tutta Italia

A Palazzo Chigi si starebbe valutando l'ipotesi di stabilire zone rosse mirate nelle aree dove il Covid circola di più: possibile l'anticipazione del coprifuoco alle 18.00

Incontri ripetuti per decidere sul da farsi. Mentre restano elevati i contagi da Covid in tutto il Paese, Governo, Regioni, Province e Comuni si confrontano in queste ore per definire nuove misure in grande di arginare la diffusione del virus.

Tutto è ancora da confermare, eppure il nodo più complicato da sciogliere è quello relativo a un 2° lockdown. A Palazzo Chigi si starebbe valutando l’ipotesi di stabilire zone rosse mirate nelle aree dove il virus circola di più. In tutto ciò, i governatori sarebbero divisi tra chi auspica misure uniformi a livello nazionale, ad esempio Attilio Fontana della Regione Lombardia, e chi invece vorrebbe il proprio territorio esentato dalla chiusura, come Luca Zaia, presidente della Regione Veneto.

In quanto al capitolo scuola, sarebbe al vaglio l’idea di estendere la didattica a distanza anche a chi frequenta la 3^ media. Una scelta che non dispiacerebbe a Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia, e a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.

L’eventualità di anticipare il coprifuoco alle 18.00 sarebbe concreta (ovviamente la misura non riguarderebbe le persone costrette a spostarsi per motivi di salute e di lavoro). Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna sarebbe uno dei più propensi allo stop alla circolazione dopo una certa ora.

Da non escludere il blocco agli spostamenti interregionali, salvo comprovate esigenze, e la chiusura nel weekend dei centri commerciali. Antonio Decaro, presidente dell’Anci, sarebbe propenso a limitare l’attività delle sale scommesse, dove possono generarsi degli assembramenti.

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