Nuovo Dpcm, reazioni contrastanti da parte dei Sindaci umbri

In molti perplessi riguardo la possibilità di imporre una sorta di coprifuoco nelle aree più problematiche per gli assembramenti: Anci Umbria pronta a farsi sentire

Un Dpcm che, se non delude, di certo genera delle reazioni contrastanti. In merito all’ultimo testo emanato in ordine di tempo dal Governo, i Sindaci di alcune località umbre si ritengono perplessi riguardo la possibilità di imporre una sorta di coprifuoco nelle aree più problematiche per gli assembramenti.

Se Andrea Romizi, 1° cittadino di Perugia, dichiara che la sua Giunta non si tirerà indietro, confrontandosi eventualmente con Prefetto e forze dell’ordine per adottare determinati provvedimenti, Leonardo Latini di Terni afferma: «Ci prendiamo volentieri le nostre responsabilità ma attendiamo anche le risorse. Sembrava proprio uno scaricare tutto sui Comuni, ora è stata tolta la parola “Sindaci” e quindi stiamo a vedere».

Più duro invece Michele Toniaccini, sindaco di Deruta nonché presidente di Anci Umbria: «È una critica di metodo e nel merito perché nelle diverse riunioni cui Anci ha partecipato non era mai emersa questa eventualità. Resta la scarsa chiarezza sui ruoli».

A quanto pare, Toniaccini starebbe valutando la possibilità di chiedere ai Prefetti di Perugia e Terni la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con Regione, forze dell’ordine e Usl anche per fare una mappatura delle aree più a rischio dal punto di vista del contagio.

Diversi i pareri dei Sindaci di Foligno e Spoleto. Per  Stefano Zuccarini i Sindaci stessi vengono lasciati soli e privi di mezzi e strumenti. Questo, invece, il punto di vista di Umberto De Augustinis, che dichiara: «Penso che in questo modo i Sindaci possano apprezzare meglio le esigenze dei territori. Noi una situazione di emergenza non l’abbiamo».

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