Stop ai grandi eventi musicali estivi: rinviati al 2021 concerti e festival

Una soluzione dura per tutti, in primis per i lavoratori del mondo dello spettacolo, ma comunque inevitabile: niente via libera a produzioni in grado di coinvolgere dai 1.000 spettatori in su

La notizia era nell’aria da settimane eppure, fino all’ultimo, si è cercato di fare il possibile per andare avanti. Come prevedibile, in seguito alla necessità di evitare assembramenti che potrebbe consentire al coronavirus di diffondersi nuovamente in ogni angolo della Penisola, vengono annullati e rinviati all’anno prossimo i più grandi eventi musicali in programma in Italia nell’estate del 2020. Una soluzione dura per tutti, in primis per i lavoratori del mondo dello spettacolo, ma comunque inevitabile.

Tanti gli show da tempo fissati a Roma e nel resto della Regione che, per forza di cose, verranno “congelati”. Purtroppo il Governo è stato chiaro: niente via libera a produzioni in grado di coinvolgere dai 1.000 spettatori in su. Saltano dunque manifestazioni divenute ormai dei classici nella Capitale: a dare appuntamento al 2021 Rock in Roma, organizzato principalmente all’Ippodromo delle Capanelle, così come la rassegna di concerti all’Auditorium Parco della Musica e quella accolta alle Terme di Caracalla (attesi qui, tra gli altri, Claudio Baglioni e Vinicio Capossela).

Saltano, come è facile immaginare, i live previsti allo Stadio Olimpico o in altri grandi spazi come il Circo Massimo. Rinviate quindi, ad esempio, le performance di Francesco De Gregori e Antonello Venditti, attesi a settembre nel noto impianto sportivo, e di Vasco Rossi. Se qualcuno ha già annunciato le date in cui si recupererà, altri lo faranno a breve.

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