Morte di Gaia e Camilla a Corso Francia: per la perizia è concorso di colpa

Tanti gli elementi contenuti nella relazione da analizzare: l'incidente si sarebbe potuto evitare con un andamento meno sostenuto

La notte tra il 21 e il 22 dicembre del 2019 Gaia e Camilla non erano sulle strisce. Questa una delle valutazioni incluse nella consulenza depositata in procura dal perito del pubblico ministero in merito all’incidente che, circa 3 mesi fa, comportò il decesso di Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli (a travolgerle, lungo Corso Francia, a Roma, Pietro Genovese).

La relazione confermerebbe l’alta velocità della vettura ma, al contempo, parlerebbe di concorso di colpa. Ovviamente bisognerà chiarire in quale percentuale, anche sulla base dei calcoli e della perizia sul mezzo. Del resto l’incidente si sarebbe potuto evitare con un andamento meno sostenuto e con la dovuta lucidità da parte del conducente.

Tanti gli elementi contenuti nella relazione da analizzare. In un processo in cui l’ingegneria e i calcoli matematici la faranno da padroni, assumerà un peso importante anche il rispetto dei limiti di velocità che, a dicembre, vennero comunque superati. Genovese raccontò al giudice di aver colpito le ragazze poco dopo essere ripartito da un semaforo rosso e che, quindi, la sua velocità non era sostenuta. Per l’esperto però il Suv andava veloce e, probabilmente, nei prossimi giorni la procura chiederà il giudizio immediato per Genovese.

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