Perde il figlio a ridosso del parto: si indaga per la tragedia al San Camillo

Dopo la nomina del medico legale per lo svolgimento dell'esame autoptico, i risultati si conosceranno entro 60 giorni: l'accusa è di omicidio colposo

Una gravidanza non conclusa per via della scomparsa prematura del figlio ancora in grembo: un’autentica tragedia quella avvenuta presso l’Ospedale San Camillo di Roma, dove una donna di 35 anni ha dovuto partorire in modo naturale il proprio bambino già deceduto. La Procura della Capitale apre un’inchiesta in merito alla vicenda: l’accusa è di omicidio colposo anche se, ad oggi, non ci sono indagati.

Gli inquirenti vogliono capire cosa sia successo a poche ore dal parto, poiché l’ultimo esame fatto non aveva evidenziato nessuna complicazione, almeno secondo la coppia pronta a denunciare il fatto ai Carabinieri. Dopo la nomina del medico legale per lo svolgimento dell’esame autoptico, i risultati si conosceranno entro 60 giorni.

A quanto pare, nel corso dell’ultima settimana di febbraio la donna si sarebbe recata in ospedale per svolgere la visita preparto con un esito discreto in seguito all’accertamento di una gravidanza regolare. Le complicazioni sarebbero sorte la sera prima della nascita del figlio, con l’avvertimento di forti dolori al grembo da parte della 35enne, il trasporto in Pronto Soccorso e la registrazione della scomparsa del piccolo. Fondamentali le risposte fornite dall’esame autoptico che dovrebbero arrivare a inizio maggio.

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