Edilizia popolare, Cgil e Sunia contro la proposta della modifica della legge regionale

Non condiviso il programma del gruppo consiliare della Lega in Regione: si chiede di porre attenzione sulla scarsità di alloggi pubblici

I principi alla base della proposta di modifica della legge regionale sull’edilizia popolare non vanno incontro alle esigenze della comunità. A sostenerlo la Segreteria della Cgil dell’Umbria insieme al sindacato degli inquilini Sunia. Di fatto non viene condiviso il programma del gruppo consiliare della Lega.

«In attesa di conoscere i 20 articoli del testo annunciati, ricordiamo che qualsiasi legge non può violare il principio costituzionale di uguaglianza», questo un estratto della nota diffusa proprio da Cgil e Sunia. A quanto pare, inserire criteri arbitrari e discriminanti condurrebbe a un’impugnazione della norma, così come avvenuto anche in altre Regioni d’Italia.

Sempre secondo Cgil e Sunia, l’attenzione andrebbe posta in primis sulla scarsità di alloggi pubblici causata da un disimpegno negli investimenti in edilizia residenziale da parte degli enti. Discutibile, inoltre, il sistema di calcolo dei canoni che rischierebbe di penalizzare le fasce più deboli tra gli assegnatari.

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