“Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”. Il volume

Il testo è stato curato dalla Fondazione Nilde Iotti che ne presenta una seconda edizione

La tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri, la legge Merlin che aboliva le case chiuse, il divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio, l’abolizione del “Coefficiente Serpieri” che considerava il lavoro femminile pari al 50% di quello svolto da un uomo, l’abrogazione della rilevanza penale della causa d’onore, la legge sul divorzio, quella sull’interruzione volontaria di gravidanza e tante altre fino ad arrivare all’introduzione del reato di stalking e all’Istituzione di un fondo per le vittime di femminicidio. Tutte leggi che hanno in comune l’essere state promosse da donne. Fa luce sul ruolo svolto dalle donne in politica per la crescita del nostro Paese, il volume “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”. Il testo è stato curato dalla Fondazione Nilde Iotti che ne presenta una seconda edizione. L’incontro voluto dal I municipio di Roma Capitale, ha permesso di confrontarsi sul ruolo svolto dalle donne all’interno delle istituzioni. Neanche il mondo politico è infatti immune dal maschilismo strisciante che ancora pervade tutti i settori della vita del Paese. Fare rete, conoscere e riconoscere il lavoro svolto dalle madri fondatrici della Repubblica e dalle rappresentanti di partito che hanno aperto la strada alla presenza sempre meno subalterna delle donne in politica e nella società, questo il punto di partenza proposto per immaginare un’altra politica possibile.

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