Cultura, il Musja di Roma presenta la mostra “The Dark Side – Chi ha paura del buio?”

L'esposizione mette in moto l'attività del museo privato destinato ad ospitare in futuro altri progetti espositivi contando pure sulla collezione di Ovidio Jacorossi composta da oltre 2.500 opere: importante il ruolo giocato dalle installazioni site-specific

Un allestimento ricco di elementi per dare ufficialmente il via a un nuovo ciclo. Il Musja di Roma, struttura utilizzata in precedenza come laboratorio di sperimentazione multidisciplinare, presenta al pubblico la mostra “The Dark Side – Chi ha paura del buio?” che mette in moto l’attività del museo privato destinato ad ospitare in futuro altri progetti espositivi contando pure sulla collezione di Ovidio Jacorossi composta da oltre 2.500 opere.

“The Dark Side” è curata da Danilo Eccher, il quale supervisionerà anche le 2 mostre successive che andranno a completare un’autentica trilogia. Per quanto riguarda questo 1° capitolo, giocano un ruolo importante le installazioni site-specific. Presenti, tuttavia, lavori confezionati in passato da autori di caratura internazionale.

I singoli progetti esposti vengono visionati dal pubblico man mano che si percorrono gli antichi corridoi del museo che sorge dove, un tempo, esisteva il Teatro di Pompeo e che perciò si contraddistingue per via di soffitti e mura affascinanti. La proposta appare piuttosto diversificata in termini di soluzioni e supporti utilizzati da chi ha contribuito a mettere in piedi la mostra. “The Chair of Transformation” di James Lee Byars si sofferma sull’assenza e sul vuoto, “Senza titolo” di Gino De Dominicis colpisce nel suo essere misterioso. Monica Bonvicini chiude idealmente il tragitto con 2 lavori capaci di mettere in parallelo sensazioni contrastanti come l’erotismo e la costrizione, il piacere e la sofferenza. Quanto collocato nelle sale precedenti appare guidato da una certa dose di istinto unita a componimenti invece più ragionati.

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