L’impianto di viale Giustiano Imperatore cambia guida: la Lazio Nuoto non può ancora rivolgersi al Tar

A Palazzo Senatorio vengono illustrati i risultati di una gara su cui più volte, in passato, il club biancoceleste ha puntato il dito per presunte anomalie: l'iter per la presentazione del ricorso sarebbe bloccato poiché la società stessa non avrebbe ancora ricevuto l'ok per accedere agli atti

Un sito storico della Capitale che si appresta a vivere una nuova fase. In seguito all’aggiudicazione di un bando specifico, l’impianto sportivo di viale Giustiniano Imperatore, per anni vera e propria casa della società pallanuotistica Lazio Nuoto, passa nelle mani della SSD Maximo. A Palazzo Senatorio vengono illustrati i risultati di una gara su cui più volte, in passato, il club biancoceleste ha puntato il dito per presunte anomalie.

Se la Maximo esulta per l’obiettivo raggiunto, proprio la Lazio Nuoto continua a lottare con l’intento di non abbandonare il luogo in questione perché, di fatto, il rischio concreto sarebbe quello di sparire non riuscendo più ad autosostenersi.

Il ricorso al Tar deve essere ancora presentato e, in tal senso, l’iter sarebbe bloccato poiché la società stessa non avrebbe ancora ricevuto l’ok per accedere a quegli atti che consentirebbero di controllare nel dettaglio le singole voci ottenendo così un quadro più completo prima di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale. Roma Capitale, dal canto suo, rimane disposta a trovare una formula che possa permettere alla Lazio Nuoto di andare avanti.

La Maximo, nel frattempo, ribadisce come ci sia la volontà di mantenere i dipendenti che ad oggi lavorano all’interno della struttura. Insomma, nessuna rivoluzione all’orizzonte.

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