Morte Diabolik. Gaudenzi fa i nomi dei presunti assassini

Dietro al delitto di Diabolik ci sarebbe il mondo del contrabbando tra Africa, Arabia Saudita ed Europa.
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Ha fatto nomi e cognomi. Fabio Gaudenzi, ha parlato con i magistrati che indagano sulla morte di Diabolik al secolo Fabrizio Piscitelli. A renderlo noto è l’avvocato del militante di estrema destra finito agli arresti dopo avere esploso dei colpi di pistola contro il muro della propria abitazione alla fine di un video in cui rivelava l’esistenza, ancora da provare di una banda armata denominata “I fascisti di Roma nord”.

Gaudenzi afferma dal carcere di non essere un pentito ma avere rivelato l’identità degli omicidi di due suoi amici, Diabolik, ovvero Fabrizio Piscitelli, e Maurizio Terminali, anch’esso ucciso a Brescia qualche giorno prima rispetto alla morte del capo Ultrà della Lazio. Il movente dichiarato di tali rivelazioni: la vendetta. Dietro al delitto di Diabolik ci sarebbe il mondo del contrabbando tra Africa, Arabia Saudita ed Europa. Contrabbando di cosa non è ancora emerso, anche se, Gaudenzi ci tiene a sottolineare, non si tratterebbe di droga. L’uomo ha fatto i nomi di quelli che definisce degli intoccabili, esponenti della “mafia vera” di cui parlava nel video diventato virale. Il camerata avrebbe temuto di essere il prossimo ad essere fatto fuori da questi signori del contrabbando e per questo si sarebbe deciso a parlare. Proprio tali dichiarazioni sarebbero costate all’uomo diverse minacce che ha denunciato di avere ricevuto in carcere. Alla magistratura il compito di verificare l’attendibilità del teste da cui hanno preso pubblicamente le distanze diversi “neri” tra cui lo stesso Massimo Carminati.

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