Nuovo governo. Chi esulta e chi no in Campidoglio

La giunta può adesso sperare che siano cessate le costanti stoccate da parte del Viminale sulla gestione dell'Urbe

Nuovo governo, nuovi scenari. Anche per il Campidoglio. Con l’insediamento del governo giallorosso a Palazzo Senatorio si fanno i primi conti e il bilancio è al momento positivo. Non solo a palazzo Chigi c’è ancora un esecutivo amico, ma ad andarsene è stato proprio l’acerrimo nemico di Virginia Raggi, Matteo Salvini. La Giunta può adesso sperare che siano cessate le costanti stoccate da parte del Viminale sulla gestione dell’Urbe. Roma Capitale incassa anche l’inserimento del sostegno alla città nel programma di governo, il che fa sperare nell’arrivo dei fondi promessi a Virginia Raggi dal precedente esecutivo. Sul piano occupazioni, la nuova ministra Lamorgese sembra più incline del suo predecessore a consentire che la città dia vita agli sgomberi solo dopo avere trovato delle sistemazioni alternative per gli occupanti, come chiesto più volte dal Campidoglio per evitare l’emergenza sociale. Nascono però nuove insidie. Obiettivo imprescindibile per l’amministrazione è di ottenere i fondi per l’avvio delle opere pubbliche di viabilità scelte con il PUMS. Tra tutte spiccano la prosecuzione della metro C fino a Ottaviano, la creazione della funivia Casalotti-Battistini e diversi nuovi percorsi di tramvia. Opere che a fine mandato la giunta capitolina vuole poter rivendicare. Adesso che ai trasporti arriva la ministra Micheli è probabile che il dialogo sul tema sia meno agevole di quanto sarebbe stato con il ministro Toninelli. Per la politica culturale torna Franceschini con cui il vicesindaco Bergamo si è scontrato più volte sul futuro del patrimonio artistico cittadino. Ma potrebbero cambiare gli equilibri anche nella Regione Lazio. La giunta Zingaretti si regge infatti su una maggioranza composita di cui al momento non fa parte il Movimento. Alla Piasana si liberano gli assessorati al Turismo e allo sviluppo economico, con Bonaccorsi e Manzella che passeranno al governo. Al momento non si può escludere che vengano sostituiti da due esponenti grillini. Il che sancirebbe l’ingresso dell’alleanza giallorossa anche in Regione.

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