Omicidio del carabiniere Rega: Natale legato perché violento

Molte le indagini sull'assassinio, sia per accertarne gli esecutori che per valutare il comportamento degli uomini dell'Arma, da Cerciello stesso ai carabinieri che interrogarono i due americani in caserma

Torna a fare notizia, dopo essere sparita dalle prime pagine di gionali e canali d’informazione, l’assassinio del Vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello rega, accoltellato a morte da 11 fendenti nella notte tra il 25 e il 26 luglio mentre con un collega stava mettendo in atto un “cavallo di ritorno” per fermare due ladri, per quel che ne sapevano. Ma le cose non sono andate come dovevano – ancora in corso le indagini per chiarire le falle e gli errori degli stessi carabinieri, come il fatto che Rega fosse disarmato – e ad un mese dall’omicidio, in carcere ci sono due americani appena maggiorenni, Finnegan Lee Elder e Chistian Gabriel Natale Hjorth.

Ma a fare scalpore è stata anche una foto dove si vedeva Natale Hjorth bendato in caserma, con i polsi legati alla sedia dietro la schiena. Subito presa al balzo l’occasione dai legali del presunto omicida e complice per mettere in dubbia luce l’operato dell’Arma, solo ora arriva la versione del Maresciallo che l’avrebbe scattata «al fine di rassicurare tutti i partecipanti sul fatto che i due responsabili dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega erano stati arrestati» e che la loro identità era del tutto sbagliata rispetto alle prime indiscrezioni secondo cui a commettere il fatto fossero stati due magrebini, scrive l’avvocato Andrea Emilio Falcetta nella memoria difensiva depositata alla procura ordinaria e a quella militare come difensore del maresciallo indagato per rivelazione del segreto d’ufficio per aver fotografato il 18enne californiano. Foto fatta poi circolare da un altro carabiniere, che l’Arma avrebbe già identificato. “La condotta sarebbe stata approvata dai due ufficiali presenti, secondo cui si sarebbe trattato di un legittimo e proporzionato utilizzo di “strumenti di contenimento” per evitare che il giovane facesse male agli altri e a se stesso”, dal momento che il Natale era in forte stato di agitazione e continuava a dare testate a cose e persone.

Intanto, “il prossimo venerdì presso il Ris di Roma si procederà ad analizzare gli indumenti repertati di Mario Cerciello e Andrea Varriale la sera del 26 luglio in via Federico Cesi. In quella sede potremo, con molta probabilità, capire da quale posizione siano stati inferti i fendenti”.

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