Marcello De Vito, i 5stelle e il Campidoglio: “C’eravamo tanto amati”

Un amore che potrebbe non essere giunto al termine, mentre si riaffaccia prepotentemente la possibilità di un suo rientro a capo dell'Aula Giulio Cesare

Non solo la crisi di Governo. A rovinare le vacanze e a rendere scomodo il rientro a lavoro in Campidoglio della Sindaca di Roma Virginia Raggi e della maggioranza grillina non c’è solo la rottura tra Di Maio e Salvini e le dimissioni di Conte che hanno ufficialmente aperto la crisi di Governo (in queste ore ci sarà il secondo giro di consultazioni da un Presidente Mattarella alquanto infastidito dal caos politico). Ci si mette anche la voglia, espressa in una dichiarazione della moglie a Luglio quando Marcello De Vito venne scarcerato da Regina Coeli e mandato agli arresti domiciliari a casa, a Talenti nel III Municipio, dell’ex Presidente di Assemblea di tornare al suo posto.

Non innocente fino a prova contraria, la “mela marcia” liquidata in fretta e furia da Di Maio ed espulso per direttissima dal Movimento5Stelle (solo a parole, visto che nei fatti ne fa ancora parte), sta tornando alla ribalta dopo la sentenza della Cassazione che lo scorso 12 luglio ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma nei confronti di De Vito e degli altri soggetti coinvolti nel giro di presunte mazzette che l’imprenditore Luca Parnasi avrebbe elargito per favorire il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.

Trenta pagine di motivazioni che smontano le accuse su De Vito e le classificano come “solo congetture ed enunciati contraddittori”. E mentre Settembre porterà nuovi esiti sulla vicenda – in primis con l’udienza al Riesame fissata per il 10 settembre e poi con la scadenza della sospensiva stabilita dalla Prefettura per il 20 – l’ipotesi che De Vito possa tornarte a sedersi, comunque da indagato, alla guida dell’Aula Giulio Cesare come Presidente dell’Assemblea capitolina fa tremare i vertici e la maggioranza pentastellata del Campidoglio.

Per scongiurare questa ipotesi, la Raggi si affida al Segretariato e all’Avvocatura capitolina per valutare possibili ricadute su un già fragile equilibrio e studiare le possibili contromosse nel caso in cui il paventato ritorno diventi realtà. Intanto, la maggioranza Cinque stelle preannuncia «un confronto tra persone che si conoscono per questioni di opportunità politica» per discutere il caso De Vito, mai destituito neanche dal suo ruolo in Campidoglio, cosa che ha spinto alle dimissioni da Presidente vicario Enrico Stefàno.

Tra slogan che urlavano al giustizialismo e al “fare pulizia in casa propria”, e con tutte le problematiche legate ad un possibile ma difficile accordo tra PD e Movimento5Stelle per la formazione di un Governo di maggioranza, l’imbarazzo e la preoccupazione si fanno crescenti tra le fila dei pentastellati ma non solo, con tutti gli schieramenti che guardano con gli occhi puntati a quanto accade a Palazzo Senatorio. Un possibile ritorno di De Vito, più che sconvolgere, confermerebbe l’attitudine tutta italiana che permette a indagati e condannati di rientrare senza macchia e a pieno titolo nella vita politica italiana. Berlusconi docet.

di Martina Glover

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