Carabiniere ucciso a Roma. Oggi i funerali

A Somma Vesuviana l'ultimo saluto al vice Brigadiere

È il giorno dell’addio. Somma Vesuviana si stringe attorno alla famiglia di Mario Cerciello Rega per dare l’ultimo saluto al vice brigadiere accoltellato nella notte del 25 luglio. Un delitto che ha scatenato indignazione, polemiche e dubbi sulla dinamica di quanto accaduto. Dopo le false notizie che avevano attributo agli aggressori l’origine nordafricana è emersa la reale identità dei giovani. Natale Hjorth ed Elder Lee, due californiani che avevano preso un hotel nel quartiere Prati e che quella notte erano in cerca di cocaina. I due si sarebbero affidati a un italiano, Sergio Brugiatelli che li avrebbe indirizzati verso un pusher. Tale spacciatore avrebbe venduto loro dell’aspirina al posto della droga, facendosi pagare 100 euro. I due statunitensi, accortisi della truffa sarebbero tornati in piazza Gioacchino Belli dove avrebbero rubato il borsello di Brugiatelli chiedendo dei soldi per restituirlo. A questo punto l’uomo telefona ai Carabinieri per denunciare il fatto come testimoniato dalle registrazioni diffuse dall’Arma. Subito dopo entrano in scena i due carabinieri in borghese che si presentano all’appuntamento con i ragazzi e cercano di fermarli. Cerciello rimarrà ferito con 11 coltellate che gli saranno fatali. E se Natale Hjorth ha subito confessato di avere accoltellato il Carabiniere affermando di averlo scambiato per un pusher, la foto circolata sui media che mostra il giovane bendato e ammanettato in caserma rischia di inficiare la confessione resa. Infatti, sebbene il ministro Salvini abbia postato la foto sul suo canale social minimizzando la gravità del fatto, in Italia l’articolo 114 del codice di procedura penale proibisce la pubblicazione di foto di persona privata della libertà personale mentre si trova sottoposta ad un mezzo di coercizione. Il Carabiniere responsabile della azione è stato già trasferito ma un colpo alla credibilità delle procedure che hanno permesso la confessione è stato inferto. Oggi dovrebbe essere il giorno del silenzio ma le polemiche e i dubbi legati alla vicenda non accennano a placarsi.

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