Vendita di crediti IVA fittizi: la Guardia di Finanza di Roma smantella un gruppo criminale

Importanti i numeri alla base del maxi blitz: oltre all'inserimento nel registro degli indagati di 10 persone, va segnalato il sequestro preventivo di beni mobili e immobili, intestati agli stessi nonché alle imprese a loro riconducibili, fino all'ammontare di circa 2.200.000 euro

Società cartiere intestate a prestanome capaci di emettere fatture per operazioni inesistenti così da generare crediti IVA fittizi. Ecco quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Roma, pronta a concludere una complessa operazione ribattezzata “Maat” che ha portato ad effettuare perquisizioni nella Capitale, a Milano e a Cosenza nei confronti di un temibile sodalizio criminale dedito alla commissione di frodi fiscali e autoriciclaggio.

Importanti i numeri alla base del maxi blitz: oltre all’inserimento nel registro degli indagati di 10 persone, va segnalato il sequestro preventivo di beni mobili e immobili, intestati agli stessi nonché alle imprese a loro riconducibili, fino all’ammontare di circa 2.200.000 euro.

Se le società fantasma individuate risultano essere almeno 250, si è scoperto come la gang in questione avesse accumulato un’evasione all’IVA di 98.000.000 e crediti per più di 320.000.000. Le indagini sono partite da un controllo fiscale nei riguardi di una società capitolina salvo poi allargarsi a macchia d’olio, con il monitoraggio di altre imprese.

Con una sola cabina di regia pilotata da un avvocato romano, sono stati generati proventi illeciti per circa 1.600.000 di euro. Una parte di tale somma sarebbe stata reinvestita per l’acquisto di immobili.

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