Inchiesta sullo stadio della Roma: il giudice rimanda indietro gli atti, tutto da rifare

Una situazione del genere comporterà lo slittamento della decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio, avanzata in precedenza dalla Procura, nonché sui patteggiamenti a 2 anni di reclusione chiesti da 3 ex manager di Eurnova

Un imprevisto a tutti gli effetti in un momento cruciale. Nell’ambito del procedimento che vede imputate 14 persone, tutte coinvolte nell’inchiesta legata alla realizzazione del nuovo stadio della Roma, incluso l’imprenditore Luca Parnasi, il gup si tira indietro.

Tutt’altro che finzione: dopo un’istanza delle difese, il giudice Costantino De Robbio comunica la propria incompatibilità in seguito alla firma di un decreto di intercettazione nel corso dell’attività di indagine. L’invio del fascicolo al Presidente costringerà quest’ultimo ad affidare il lavoro a un’altra persona, un giudice che, di fatto, dovrà ripartire da capo.

Una situazione del genere comporterà lo slittamento della decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio, avanzata in precedenza dalla Procura, nonché sui patteggiamenti a 2 anni di reclusione chiesti da 3 ex manager di Eurnova (bisognerà aggiornarsi dopo l’estate).

A quanto pare, i pm capitolini ipotizzerebbero una presunta corruzione nell’ambito della variante del progetto per l’impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Per questa vicenda Campidoglio e Regione Lazio hanno chiesto di costituirsi parte civile.

Da segnalare come il rinvio a giudizio sia stato chiesto anche per altri collaboratori di Parnasi. In attesa di un verdetto, tra gli altri, Daniele Leoni e l’ex assessore del Municipio X di Roma Capitale, Giampaolo Gola. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere al finanziamento illecito.

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