#Populeconomy: ripartire dalle persone per rilanciare il Paese

Il messaggio del primo libro di paolo Capone, Segretario Generale dell'Unione Generale Lavoro

Un economia che guardi più alle persone e meno alle élites finanziarie. Ecco la visione necessaria per il futuro secondo il Segretario Generale della UGL, Unione Generale del lavoro, Paolo Capone, espressa nel suo primo libro #Populeconomy: L’economia per le persone e non per le élites finanziarie, con una prefazione firmata dal Vice Premier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Presentato in anteprima presso una affollata sala del prestigioso palazzo Rospigliosi, il saggio prende piede dal fenomeno della globalizzazione e confuta alcune delle politiche europee e nazionali, causa, secondo Capone, dell’impasse economico e sociale in cui ci troviamo.

Da Unione Monetaria a Unione dei Popoli, ecco il salto che l’europa deve compiere per dare risposte concrete a problemi reali di tutti i giorni. E immettere soldi nel sistema è il primo passo da cui ripartire.

Ma anche se ciò avvenisse, potrebbe non bastare.

Improcrastinabile per rilanciare il Paese è puntare su politiche che rilancino gli investimenti in piccole e grandi opere e che guardino al lavoro non più solo come mezzo per vivere ma come un valore necessario per definire la nostra identità e dignità.
Che sia un ponte o una strada, che sia un Piano Marshall versione Made in italy, non importa. Ciò che conta, ribadisce Capone, è riportare al centro del discorso il valore delle persone.

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