Regione Lazio e sanità: dati in miglioramento

Meno decessi e cure più tempestive. A dirlo il rapporto P.Re.Val.E. 2019

Nel Lazio si muore meno di tumore al seno, infarto e migliorano le condizioni per i neonati che nascono con meno cesari ma anche per gli anziani, che si vedono operare molto più tempestivamente dalla ahimè frequente rottura del femore.

A dirlo è P.Re.Val.E. 2019 – Il programma regionale di Valutazione del Esiti degli interventi sanitari nel Lazio – presentato tra i numerosi ospiti presenti anche dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti dall’Assessore alla sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che in generale sottolinea come la Regione abbia speso meno e meglio i suoi fondi destinati alla sanità, abbia diminuito di molto il divario di accesso alle cure in base al tasso dei istruzione e abbia annullato e in qualche caso portato in positivo il divario con le altre regioni.
In generale si contano 800 DECESSI IN MENO IN ULTIMI 5 ANNI, RIDOTTA MORTALITA’ 30%, con la mortalità a 30 giorni dal ricovero passata dal 10% nel 2012 al 7% nel 2018, un dato che porta la regione Lazio al di sotto della media nazionale. M calano anche i giorni di degenza post operatoria, le fratture al femore trattate tempestivamente passano dal 31 al 58% portandosi a livello nazionale e considerando il dato degli ultimi 4 anni calano anche i parti cesarei, con una percentuale che ora si attesta sul 27% ALL’ANNO, ancora maggiore però del resto del Paese.

Un dato importante infine viene dalle Breast Unit, introdotte dal Ministero della Salute e recepite per prime proprio dal lazio., dove il volume degli interventi deve essere superiore ai 150 l’anno, che nel 2018 hanno fatto fronte al 73%degli interventi. Prende sempre inoltre più piede l’intervento ricostruttivo della mammella realizzato in simultanea con l’intervento di asportazione del tumore, pratica passata dal 48% del 2015 al 56% del 2018,

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