Calcio, il 2018-2019 di Roma e Lazio all’insegna della discontinuità

Dopo un mercato estivo abbastanza incoerente, la squadra giallorossa ha dimostrato fin dalle prime giornate di campionato di avere eccessive lacune in termini di organico, elementi, forma fisica e concentrazione: a rendere meno amara la primavera del 2019 della Lazio, il trionfo in Coppa Italia contro l'Atalanta

Una stagione complessivamente difficile. È ciò che viene da pensare riavvolgendo il nastro e analizzando con attenzione le varie fasi che hanno contraddistinto il 2018-2019 di Roma e Lazio. Anno piuttosto altalenante quello vissuto dai calciatori giallorossi. Dopo un mercato estivo abbastanza incoerente, la squadra ha dimostrato fin dalle prime giornate di campionato di avere eccessive lacune in termini di organico, elementi, forma fisica e concentrazione. Per quanto in Champions League sia arrivata la qualificazione agli ottavi di finale, il rendimento è apparso discutibile anche in un girone sulla carta non proibitivo.

L’inizio del 2019 si è sviluppato in maniera ancora peggiore. L’allontanamento dai vertici della classifica, lo scandaloso 7-1 arrivato in Coppa Italia per mano della Fiorentina, la sconfitta secca nel derby di ritorno di Serie A, la rimonta subita ad Oporto contro il Porto che ha significato l’eliminazione dall’ex Coppa dei Campioni: tanti passi falsi che hanno indotto la società ad esonerare Eusebio Di Francesco, il cui addio è stato accompagnato dalle dimissioni del direttore sportivo Monchi. Ben peggiore poi il finale, con un 4° posto pressoché improbabile e un futuro senza Daniele De Rossi, pilastro in ogni senso che tanto ancora avrebbe potuto dare alla piazza.

Anche la stagione della Lazio non è stata indimenticabile. Eppure, da settembre a dicembre, i biancocelesti hanno tenuto un buon rendimento in campionato così come in Europa League, con una qualificazione alla fase ad eliminazione diretta ipotecata ben presto nonostante le avversarie fossero abbastanza abbordabili.

Certe sconfitte inaspettate in Italia hanno invece scandito il cammino in Serie A, dove un 3-0 secco contro i cugini nella stracittadina non ha giustificato ko a dir poco inspiegabili (si pensi a quanto avvenuto di recente con Spal e Chievo). Poco accettabile l’uscita anzitempo dall’Europa League, dove Simone Inzaghi e i suoi potevano arrivare fino in fondo. A rendere meno amara la primavera del 2019, il trionfo in Coppa Italia contro l’Atalanta (il successo vuol dire potersi giocare la Supercoppa Italiana contro la Juventus).

Per quanto manchi ancora una giornata al termine del campionato, è certo che la posizione finale di classifica non sarà memorabile. I tifosi vorrebbero poter riascoltare, prima o poi, l’inno della Champions League. E vorrebbero pure capire chi gestirà un domani una rosa che fatica a convincere, almeno senza rinforzi concreti. La sufficienza c’è, però non si va oltre.

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