Stadio della Roma, le indagini in corso e il “nodo” trasporti rischiano di rallentare l’iter

La disputa sarebbe legata ai trasporti: l'amministrazione vuole dare la priorità alle opere funzionali all'impianto, il club chiede invece di separare i procedimenti riguardanti i lavori "privati" e quelli collegati ai "pubblici" come il potenziamento della Roma-Lido

Una situazione più complessa che mai. Se James Pallotta, presidente della AS Roma, conta di far partire i lavori di realizzazione del nuovo impianto del club entro fine anno, la sensazione è che ad oggi ci si trovi in alto mare. Da una parte l’avvio di ulteriori indagini in merito all’iter amministrativo in grado di creare lo stadio, dall’altra una frizione di non poco conto tra la società calcistica e la Giunta Raggi: queste le criticità maggiori del momento.

Riguardo la 1^ questione, appare determinante la testimonianza del grillino Paolo Barros, consigliere del Municipio IX, secondo cui, in tempi non sospetti, ci furono delle pressioni evidenti dall’alto per sbloccare l’intero progetto. Ascoltato dal gip, Costantino De Robbio, Barros avrebbe parlato di una riunione serale a casa del presidente Dario D’Innocenti il giorno precedente alla convocazione domenicale. Il testimone avrebbe confidato come in quell’occasione ci fu la richiesta di dire sì per approvare d’urgenza un qualcosa che non convinceva quasi nessuno, almeno nel municipio. Insomma, le verifiche sono in corso e, cosa piuttosto importante, in questo ennesimo filone va ricordato come Virginia Raggi sia indagata per abuso d’ufficio.

Altra nota negativa è quella riguardante il braccio di ferro tra Campidoglio e AS Roma sulla convenzione urbanistica, vale a dire il contratto che regola il rapporto tra il Campidoglio e i proponenti dello stadio: un foglio, si spera, destinato ad approdare in aula insieme alla variante urbanistica entro l’estate.

Secondo i rumors, ci sarebbe un’intesa su aspetti come le tribune dell’Ippodromo e l’unificazione di Via del Mare-Ostiense. In ogni caso la disputa è legata ai trasporti. L’amministrazione vuole in pratica completare le opere funzionali all’impianto prima che sul campo si inizino a giocare le partite ufficiali, il club chiede invece di separare i procedimenti riguardanti i lavori “privati” (lo stadio stesso, per intenderci) e quelli collegati ai “pubblici” come il potenziamento della Roma-Lido. Nella delibera, Marino esortava a dare la priorità alle opere pubbliche. Tuttavia i collaboratori di Pallotta insistono per un’apertura possibile anche senza la disponibilità dei treni. Ma qui Palazzo Senatorio frena.

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