Mobilità, l’amministrazione capitolina punta a riavviare l’iter per costruire la metro D

Se da una parte l'opera sarà spostata dallo scenario tendenziale del Pums a quello prioritario, detto anche di "piano", dall'altra si vuole far ripartire la "macchina" chiudendo la procedura più datata per mettere nero su bianco una nuova valutazione economico-finanziaria

Riavviare una vecchia procedura arenatasi per via della solita burocrazia agevolando quindi gli spostamenti di chi deve muoversi in città. In Campidoglio c’è la volontà di realizzare in futuro la metro D, ovvero la 4^ linea della Capitale il cui progetto venne definito nel 2005 prima che l’iter si interrompesse circa 5 anni dopo.

A quanto pare la Commissione Mobilità punta ad andare fino in fondo dando vita a 2 azioni ben distinte: se da una parte l’opera sarà spostata dallo scenario tendenziale del Pums a quello prioritario, detto anche di “piano”, finendo per essere inserita tra quelle infrastrutture da costruire entro 10 anni; dall’altra si vuole far ripartire la “macchina” chiudendo la procedura più datata per mettere nero su bianco una nuova valutazione economico-finanziaria.

Il presidente della Commissione, Enrico Stefàno, conferma come sia stata già organizzata una 1^ seduta sulla proposta di delibera, di iniziativa consiliare, con l’obiettivo di ripartire da dove ci si era fermati (parliamo del periodo 2010-2011). L’amministrazione capitolina anticipa che, entro agosto, si dovrebbe approvare in Assemblea il Pums che includerebbe in maniera ufficiale il progetto di costruzione della metro D da chiudere non oltre il 2029.

Caratterizzata da una tratta prioritaria che andrebbe da Prati Fiscali a Fermi, la linea in questione dovrebbe essere completata da altre 2 tratte esterne: a nord Prati Fiscali-Jonio-Ojetti, a sud Fermi-Magliana-Eur.

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