Virginia Raggi incassa il sostegno di Di Maio e (per il momento) resiste

A causare il terremoto politico l'inchiesta sulla presunta corruzione legata lo stadio della Roma che coinvolge Marcello de Vito e Daniele Frongia

Uno arrestato ed espulso, l’altro indagato e autosospeso. È questo il bilancio della due giorni che ha rivoluzionato l’assetto dell’amministrazione capitolina a 5 stelle. A causare il terremoto politico lo stadio della Roma e la presunta corruzione di Marcello de Vito e Daniele Frongia. Se il Movimento ha subito abbandonato l’ex presidente dell’assemblea capitolina al suo destino, diverso è il trattamento riservato a Frongia, da sempre vicino alla sindaca Raggi e la cui posizione è stata sostanzialmente congelata. E proprio la paura che sulle opere pubbliche la neonata amministrazione grillina si potesse impantanare in vicende corruttive, aveva spinto la sindaca Virginia Raggi a decidere di non ospitare le Olimpiadi in città. Ma dire no a tutte le grandi infrastrutture nella capitale era impossibile. Tra tutti, il progetto dello stadio della Roma, modificato in base ai desiderata del Movimento, era sembrato alla prima cittadina cosa fattibile. Ma gli sviluppi giudiziari che hanno coinvolto dapprima Luca Parnasi della Eurnova e adesso due uomini del Movimento, sembrano dimostrare il contrario. Sull’altare dello stadio della Roma continuano infatti a cadere teste illustri. Messe a tacere per il momento le voci che volevano la Raggi dimissionaria, incassato il sostegno del vicepremier Di Maio, la sindaca va avanti. Salvo nuovi scossoni giudiziari nulla dovrebbe cambiare da qui al 26 maggio quando il Movimento, dato in calo di consensi nei sondaggi politici, si presenta alle elezioni europee e non può permettersi di farlo con una sindaca dimissionaria nella città più importante che abbia mai amministrato.

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