Stadio della Roma, consiglieri grillini incerti dopo l’arresto di Marcello De Vito: il club vuole che si proceda

Secondo voci di corridoio, la tensione in Comune sarebbe elevata: per assurdo, a dilatare i tempi di costruzione dell'impianto potrebbe essere l'incertezza di fondo che attanaglia la classe politica

La volontà è quella di proseguire nella direzione stabilita in tempi non sospetti. Per quanto l’arresto di Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina, abbia sconvolto l’intera ala pentastellata, Virginia Raggi è convinta di portare a termine il progetto legato alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

Poche ore dopo il blitz effettuato dalle forze dell’ordine, il procuratore Paolo Ielo ha provveduto a dare rassicurazioni importanti in merito all’iter amministrativo: nonostante la misura cautelare nei confronti di De Vito, tutto il percorso avviato per posizionare a Tor di Valle la tanto sospirata 1^ pietra non rischierebbe di subire particolari contraccolpi.

Se tuttavia il Sindaco si dice sicuro del lavoro già svolto e delle migliorie da apportare in futuro, sono i consiglieri grillini a vacillare. Il motivo è semplice: accanto alle vecchie perplessità riguardanti la fattibilità dell’opera, ci sono da tenere a mente le quasi certe azioni risarcitorie lanciate un domani dalla AS Roma nel caso in cui tutto dovesse naufragare. Secondo voci di corridoio, la tensione in Comune sarebbe elevata. Per assurdo, a dilatare i tempi di costruzione dell’impianto potrebbe essere proprio l’incertezza di fondo che attanaglia la classe politica.

In quanto al club giallorosso, i vertici non accettano futuri rallentamenti. «Sullo stadio non ci possono e non ci devono essere dubbi», chiarisce il direttore generale Mauro Baldissoni. Che poi aggiunge: «Non è una aspettativa, ma un diritto acquisito a vederlo realizzato nel più breve tempo possibile. Episodi corruttivi afferiscono a responsabilità individuali, è giusto che si paghi se sono accertate».

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